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SIPARI

Associazione Amici della Contemporaneità Teatrale

Nata nel 2004 con lo scopo di promuovere e diffondere la conoscenza d’arte e di cultura contemporanea, l’Associazione Amici della Contemporaneità Teatrale ha co-prodotto i sipari di Aldo Mondino ("APPLAUSI" inaugurato nel 2005), di Carla Accardi ("ROSSOORO" inaugurato nel 2007), di Getulio Alviani ("PERMUTABILE POSITIVONEGATIVO" inaugurato nel 2010), di Mimmo Paladino ("ATTORI" inaugurato nel 2012), Nicola De Maria ("MUSICA COLORATA DAI SOGNI" inaugurato nel 2015) e Pino Pinelli (“PITTURA R. – 101 ELEMENTI.I” inaugurato nel 2016) . I sipari saranno utilizzati durante la stagione, senza un calendario preciso, dando così ai frequentatori del teatro la possibilità di ammirarli tutti. Ci teniamo a sottolineare che tutte le cinque iniziative hanno trovato il prezioso sostegno economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che ha co-finanziato i progetti insieme all’Associazione, proprietaria e custode delle opere.

Il "sipario d'autore" di Aldo Mondino:
Applausi

L’idea di affidare ad un artista contemporaneo la realizzazione del primo sipario è nata in maniera un po’ casuale dalle conversazioni di Claudio Bertini e Massimo Gramigni (proprietari da quindici anni del Teatro Tenda, ora OBIHALL e promotori dell’Associazione Amici della Contemporaneità Teatrale), con il gallerista fiorentino Santo Ficara. In origine è stata la volontà di ospitare all’interno del Teatro l’opera di un artista contemporaneo e si era pensato ad un intervento ad hoc sull’ingresso; poi si è però puntata l’attenzione sulla possibilità di riprendere la tradizione dei sipari dipinti, in uso nei teatri italiani fino all’ottocento e poi perduta. L’idea era quella di riallacciarsi alla tradizione ma di rinnovarla radicalmente; per fare questo forse nessuno era più adatto di Aldo Mondino che infatti accolse con entusiasmo l’idea e realizzò un bozzetto nel giro di pochi giorni.
“Applausi” è stato inaugurato il 5 aprile del 2005, con una giornata intera di apertura del Teatro, alla presenza della compagna, della famiglia e degli amici di Aldo Mondino, purtroppo deceduto poche settimane prima.
Il successo dell’iniziativa e la pronta risposta dei finanziatori, hanno convinto l’Associazione a non considerare il sipario un singolo episodio, ma anzi a progettarne la realizzazione di uno nuovo, e poi di un altro ancora fino a cercare di realizzare una “collezione” che - per originalità - avrebbe una piccola parte nella storia cittadina sia del Teatro che in quella dell’arte contemporanea.

ALDO MONDINO

Il "sipario d'autore" di Carla Accardi:
Rossooro

Dopo poco più di due anni dall’inaugurazione di “Applausi”, il sipario di Aldo Mondino, le domande che l'Associazione si è sentita fare più spesso sono state: “A quando il secondo?” e “Chi lo realizzerà?”. Ma, sottintesa, ce n’era un’altra: “Sarà bello come questo?”. E, a quest’ultima, era più difficile rispondere. Quando però l’amico Santo Ficara ha confermato che Carla Accardi aveva accettato di realizzare il secondo sipario ogni dubbio è svanito. Il sipario sarebbe stato bellissimo e così è stato. Nonostante gli ottantatre anni e gli impegni ed i riconoscimenti continui, Carla Accardi ha trovato il tempo anche per OBIHALL e per dei committenti ‘alle prime armi’. L’amicizia e la stima che la legavano ad Aldo Mondino, l’idea di realizzare un’opera per un Teatro contemporaneo, i suoi trascorsi fiorentini, tutto questo ha  contribuito a farle dire di sì.
Il suo progetto è arrivato a gennaio, lasciando  il compito di trovare i modi per realizzarlo. In un primo tempo l'idea è stata di realizzare le forme dei tagli oro e poi di dipingerle sul velluto rosso, ma la resa del colore non era quella voluta. La soluzione era quindi quella di trovare un tessuto oro e di disegnare, tagliare e poi cucire le parti sul velluto rosso. Ma, dove trovare l’oro giusto? E' stato cercato in tutta Italia e poi, come spesso accade, è stato trovato vicino, in piazza Salvemini. Dopo essere stato ignifugato è iniziato il lavoro di taglio e di cucitura, tutto fatto a mano e terminato poche ore prima della presentazione.
Carla Accardi  non ha potuto muoversi da Roma ed essere presente la sera dell'inaugurazione, il 18 luglio 2007 ma, quando ha visto le foto ed i servizi televisivi, ha riconfermato quanto fosse contenta di aver realizzato l’opera.

CARLA ACCARDI

Il "sipario d'autore" di Getulio Alviani:
Permutabile negativopositivo

Getulio Alviani è il terzo artista che risponde all'invito dell'associazione "Amici della contemporaneità teatrale", che organizza la commissione di questo sipario per OBIHALL.
Considerato uno dei principali esponenti dell'arte astratta e cinetica in Italia, il maestro udinese regala ora uno scampolo delle sue intuizioni visive a Firenze attraverso un sipario. Non uno qualsiasi, ma un «sipario d'arte», che andrà ad arricchire la collezione del teatro OBIHALL.
Sarà quindi la volta delle geometrie di Alviani, delle sue vibrazioni optical in bianco e nero che attraverseranno dall'alto al basso il proscenio del teatro, su strisce di tela rigida bicolore - bianco nera- a formare una superficie di quattordici metri per sei. Le strisce girano su se stesse e suggeriscono così il concetto di positivo e negativo. Il sipario è realizzato dalla ditta Risam di Milano, con l'ausilio tecnico dello scenografo fiorentino Daniele Spisa.
Alviani negli ultimi anni si è dedicato alla cura di testi ed esposizioni riguardanti i migliori protagonisti delle ricerche strutturali e visive internazionali, collaborando con musei soprattutto dell'Est Europa.
La sua vicenda artistica resta comunque legata all'arte cinetica e "programmata" che tenne banco sulla scena italiana fra gli anni Sessanta e Settanta grazie anche al sostegno critico e teorico di Giulio Carlo Argan. Quelle di Alviani erano le prime espressioni di quella poetica del concretismo, cresciuta in Italia sulla scia dell'esperienza storica del Bauhaus e di maestri come Albers, Wachsmann, Max Bill, a cui l'artista italiano è rimasto sempre legato.

GETULIO ALVIANI

Il “sipario d’autore” di Mimmo Paladino:
Attori

Nel maggio del 2008, in occasione del concerto che tenne sul Ponte Vecchio in ricordo di Benvenuto Cellini, Lucio Dalla si presentò nel pomeriggio con un grande coccodrillo in maiolica con lustro in platino.
Ci spiegò che l’aveva realizzato e glielo aveva fatto avere Mimmo Paladino perché il coccodrillo era l’animale simbolo degli alchimisti e Cellini era stato uno dei più grandi alchimisti del suo tempo.
Più tardi, a cena, gli raccontammo dei sipari realizzati da Aldo Mondino e da Carla Accardi e -già che c’eravamo- gli chiedemmo se pensava possibile chiedere anche a Paladino di realizzarne uno.
Lucio, come al solito, non perse tempo ed il giorno dopo lo chiamò al telefono e ce lo passò. Nacque così, un po’ casualmente, il quarto incarico. Poi la fortuna ci ha aiutato una seconda volta perché Daniele Spisa, che era stato il realizzatore dei complicati meccanismi del sipario di Alviani, aveva già collaborato con Mimmo Paladino nella realizzazione di due sue scenografie teatrali. Avuto il bozzetto, il sipario è stato realizzato rapidamente da Legn’arte.
I problemi sono però iniziati al momento dell’illuminazione. La grande superficie in rame rifletteva come uno specchio le luci direttamente puntate su di essa ed è stato necessario mettere a punto una serie di fari a bassa potenza che le dessero luce solamente di riflesso e di taglio. Questa illuminazione ha reso il sipario più scuro ma ne ha accentuato la grande e un po’ misteriosa bellezza. Come gli altri tre sipari già realizzati, anche questo di Mimmo Paladino è fortemente caratterizzato dal tratto che contraddistingue le opere dell’autore e che porta all’immediata attribuzione dell’opera.
Il sipario “Attori” di Mimmo Paladino è stato utilizzato per la prima volta il 19 gennaio 2012 in occasione del concerto di Bandabardò.

MIMMO PALADINO

 

IL PALCOSCENICO VERTICALE
Il Teatro Obihall espone i suoi sipari d’autore e racconta un incontro tra le Arti

Durante i mesi di Luglio e Agosto del 2012 all’Obihall è stata realizzata una mostra, Il Palcoscenico Verticale, curata dal critico Marco Meneguzzo, . La mostra ha favorito l’incontro tra le arti, aggiungendo ai primi quattro sipari d’autore anche video, fotografie e installazioni sonore. Della stessa mostra, ad ingresso gratuito, è stato realizzato anche un catalogo, curato sempre da Marco Meneguzzo".


Scarica il pdf della Mostra "Il Palcoscenico Verticale"

Il "sipario d'autore" di Nicola De Maria:
Musica Colorata dai Sogni

“La pittura ha una tessitura nascosta d’armonia che attinge allo stesso universo della musica”. Nasce da questa intuizione di Nicola De Maria il nuovo “palcoscenico verticale” dell’Obihall. Con l’opera del grande esponente della Transvanguardia prosegue la tradizione dei “sipari d’autore” che sta trasformando il teatro sull’Arno in un luogo delle arti a tutto tondo. E’ questo, infatti, il quinto sipario della collezione iniziata nel 2005. Disteso su una superficie di sei metri e mezzo per diciotto il dipinto è una sorta di immensa finestra illuminata dai colori tipici di De Maria: il giallo del sole, il blu del mare, il rosso del fuoco. Un equilibrio armonico e cromatico tra geometrie fluttuanti e ampi orizzonti. “Il compito di un artista è riuscire a capire l’armonia che c’è nelle cose e nelle persone – spiega l’artista. Questo è il nostro dovere, la nostra ricerca da portare avanti anche attraverso la sofferenza e la fatica”. Nicola De Maria è uno dei cinque esponenti della Transvanguardia italiana teorizzata da Achille Bonito Oliva tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, di cui facevano parte Francesco Clemente, Sandro Chia, Enzo Cucchi e Mimmo Paladino. “La virtù di questo gruppo è stata l’ansia della libertà. Eravamo dei ribelli, volevamo riportare d’attualità una materia rimasta in ombra: la pittura, che era sempre là, bastava illuminarla di nuovo. E noi lo abbiamo fatto.”

NICOLA DE MARIA

 

SIPARI D'ARTISTA
Una collezione unica in Italia

Il “sipario d’autore” di Pino Pinelli
Pittura R, 2015 – 101 Elementi.I.

Pino Pinelli, pittore di origine catanese che vive e lavora Milano, è stato negli anni Settanta tra gli esponenti della “Pittura analitica”, distinguendosi per la monocromaticità delle opere e per la “disseminazione”, che consiste nella rottura del quadro e nella collocazione sulla parete dei frammenti. Con il passare del tempo al centro della sua arte rimangono le forme geometriche e i singoli colori puri, gli stessi di Mondrian, che si dispongono sulla parete, trasformando le opere in vere e proprie installazioni.

In oltre quarant'anni di carriera, Pinelli ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in prestigiosi sedi in Italia e all'estero, tra cui la Biennale di Venezia, la Quadriennale di Roma, la Galleria Civica di Torino, il Musée d'Art Moderne di Parigi, la Galleria Nazionale e il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il MART di Rovereto.

Il “sipario d’autore” di Luigi Mainolfi
Bestiario del Firmamento

L’opera SIPARI D’ARTISTA /Bestiario del firmamento di Luigi Mainolfi, sagome di animali fantastici di velluto bianco, visioni ancestrali tipiche del lavoro dell’artista campano, applicati su uno sfondo di velluto blu notte, andrà ad arricchire l'originale collezione di arte contemporanea che annovera sipari firmati da importanti artisti contemporanei italiani. Alla collezione, iniziata nel 2005 con Applausi di Aldo Mondino, si sono aggiunti negli anni i lavori di Carla Accardi (Rossoro, 2007), Getulio Alviani (Permutabile negativopositivo, 2009), Mimmo Paladino (Attori, 2012), Nicola De Maria (Musica colorata dai sogni, 2015) fino al magnifico del 2016 di Paolo Pinelli Pittura R, 2015 – 101 Elementi.I .

Luigi Mainolfi, nato in provincia di Avellino nel 1948. Dopo gli studi di pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, nel 1973 si trasferisce a Torino, attratto dal panorama artistico e culturale della città che negli anni Settanta rappresentava il centro dell’avanguardia artistica italiana. I primi lavori, tra il 1972 ed il 1976, indagano il corpo e il gesto. Nelle prime esposizioni/performances presenta calchi del proprio corpo in gesso che lascia consumare nell’acqua (Cavriago 1977) o fa precipitare dall’alto al suolo (La performance, Galleria Civica d’Arte Moderna, Bologna 1977). Tra il 1979 e il 1980 completa La Campana (Gall. Tucci Russo, Torino 1981) e La Sovrana Inattualità (P.A.C., Milano 1982). Ha partecipato alle più importanti rassegne internazionali quali la Biennale di San Paolo, la Biennale di Venezia, la Biennale di Parigi, Documenta (Kassel). Tutto il suo percorso è volto a recuperare l’uso delle materie naturali, le materie prime che hanno fatto la storia della scultura, dal gesso alla terra, dal legno alla pietra, dal bronzo al marmo. Erede di una visione ancestrale del mondo e dell’opera dell’uomo, Mainolfi crea radure, alberi, montagne, città, soli, animali, personaggi, attingendo da un immaginario arcaico popolato da leggende e figure mitiche.