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Associazione Amici della Contemporaneità Teatrale

Nata nel 2004 con lo scopo di promuovere e diffondere la conoscenza d’arte e di cultura contemporanea, l’Associazione Amici della Contemporaneità Teatrale ha co-prodotto i sipari di Aldo Mondino, di Carla Accardi e di Getulio Alviani.  Quest’ultimo sarà a breve inaugurato ed insieme agli altri due sarà utilizzato durante la stagione, senza un calendario preciso, dando così ai frequentatori del teatro la possibilità di ammirarli tutti. Ci teniamo a sottolineare che tutte e tre le iniziative hanno trovato il prezioso sostegno economico dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, che ha co-finanziato i progetti insieme all’Associazione, proprietaria e custode delle opere. E’ ad oggi in fase di progettazione il quarto sipario, che sarà realizzato da Mimmo Palladino, già protagonista di alcune importanti collaborazioni in produzioni teatrali ed autore di un sipario che è stato inaugurato pochi mesi fa al Teatro Argentina di Roma… La magia e la tradizione continuano….!


Il "sipario d'autore" di Aldo Mondino:
Applausi

L’idea di affidare ad un artista contemporaneo la realizzazione del primo sipario è nata in maniera un po’ casuale dalle conversazioni di Claudio Bertini e Massimo Gramigni (proprietari da quindici anni del Teatro Tenda, ora OBIHALL e promotori dell’Associazione Amici della Contemporaneità Teatrale), con il gallerista fiorentino Santo Ficara. In origine è stata la volontà di ospitare all’interno del Teatro l’opera di un artista contemporaneo e si era pensato ad un intervento ad hoc sull’ingresso; poi si è però puntata l’attenzione sulla possibilità di riprendere la tradizione dei sipari dipinti, in uso nei teatri italiani fino all’ottocento e poi perduta. L’idea era quella di riallacciarsi alla tradizione ma di rinnovarla radicalmente; per fare questo forse nessuno era più adatto di Aldo Mondino che infatti accolse con entusiasmo l’idea e realizzò un bozzetto nel giro di pochi giorni.
“Applausi” è stato inaugurato il 5 aprile del 2005, con una giornata intera di apertura del Teatro, alla presenza della compagna, della famiglia e degli amici di Aldo Mondino, purtroppo deceduto poche settimane prima.
Il successo dell’iniziativa e la pronta risposta dei finanziatori, hanno convinto l’Associazione a non considerare il sipario un singolo episodio, ma anzi a progettarne la realizzazione di uno nuovo, e poi di un altro ancora fino a cercare di realizzare una “collezione” che - per originalità - avrebbe una piccola parte nella storia cittadina sia del Teatro che in quella dell’arte contemporanea.

ALDO MONDINO


Il "sipario d'autore" di Carla Accardi:
Rossooro

Dopo poco più di due anni dall’inaugurazione di “Applausi”, il sipario di Aldo Mondino, le domande che l'Associazione si è sentita fare più spesso sono state: “A quando il secondo?” e “Chi lo realizzerà?”. Ma, sottintesa, ce n’era un’altra: “Sarà bello come questo?”. E, a quest’ultima, era più difficile rispondere. Quando però l’amico Santo Ficara ha confermato che Carla Accardi aveva accettato di realizzare il secondo sipario ogni dubbio è svanito. Il sipario sarebbe stato bellissimo e così è stato. Nonostante gli ottantatre anni e gli impegni ed i riconoscimenti continui, Carla Accardi ha trovato il tempo anche per OBIHALL e per dei committenti ‘alle prime armi’. L’amicizia e la stima che la legavano ad Aldo Mondino, l’idea di realizzare un’opera per un Teatro contemporaneo, i suoi trascorsi fiorentini, tutto questo ha  contribuito a farle dire di sì.
Il suo progetto è arrivato a gennaio, lasciando  il compito di trovare i modi per realizzarlo. In un primo tempo l'idea è stata di realizzare le forme dei tagli oro e poi di dipingerle sul velluto rosso, ma la resa del colore non era quella voluta. La soluzione era quindi quella di trovare un tessuto oro e di disegnare, tagliare e poi cucire le parti sul velluto rosso. Ma, dove trovare l’oro giusto? E' stato cercato in tutta Italia e poi, come spesso accade, è stato trovato vicino, in piazza Salvemini. Dopo essere stato ignifugato è iniziato il lavoro di taglio e di cucitura, tutto fatto a mano e terminato poche ore prima della presentazione.
Carla Accardi  non ha potuto muoversi da Roma ed essere presente la sera dell'inaugurazione, il 18 luglio 2007 ma, quando ha visto le foto ed i servizi televisivi, ha riconfermato quanto fosse contenta di aver realizzato l’opera.

CARLA ACCARDI

Il "sipario d'autore" di Getulio Alviani:
Permutabile negativopositivo

Getulio Alviani è il terzo artista che risponde all'invito dell'associazione "Amici della contemporaneità teatrale", che organizza la commissione di questo sipario per OBIHALL.
Considerato uno dei principali esponenti dell'arte astratta e cinetica in Italia, il maestro udinese regala ora uno scampolo delle sue intuizioni visive a Firenze attraverso un sipario. Non uno qualsiasi, ma un «sipario d'arte», che andrà ad arricchire la collezione del teatro OBIHALL.
Sarà quindi la volta delle geometrie di Alviani, delle sue vibrazioni optical in bianco e nero che attraverseranno dall'alto al basso il proscenio del teatro, su strisce di tela rigida bicolore - bianco nera- a formare una superficie di quattordici metri per sei. Le strisce girano su se stesse e suggeriscono così il concetto di positivo e negativo. Il sipario è realizzato dalla ditta Risam di Milano, con l'ausilio tecnico dello scenografo fiorentino Daniele Spisa.
Alviani negli ultimi anni si è dedicato alla cura di testi ed esposizioni riguardanti i migliori protagonisti delle ricerche strutturali e visive internazionali, collaborando con musei soprattutto dell'Est Europa.
La sua vicenda artistica resta comunque legata all'arte cinetica e "programmata" che tenne banco sulla scena italiana fra gli anni Sessanta e Settanta grazie anche al sostegno critico e teorico di Giulio Carlo Argan. Quelle di Alviani erano le prime espressioni di quella poetica del concretismo, cresciuta in Italia sulla scia dell'esperienza storica del Bauhaus e di maestri come Albers, Wachsmann, Max Bill, a cui l'artista italiano è rimasto sempre legato.

GETULIO ALVIANI


Il “sipario d’autore” di Mimmo Paladino:
Attori

Nel maggio del 2008, in occasione del concerto che tenne sul Ponte Vecchio in ricordo di Benvenuto Cellini, Lucio Dalla si presentò nel pomeriggio con un grande coccodrillo in maiolica con lustro in platino.
Ci spiegò che l’aveva realizzato e glielo aveva fatto avere Mimmo Paladino perché il coccodrillo era l’animale simbolo degli alchimisti e Cellini era stato uno dei più grandi alchimisti del suo tempo.
Più tardi, a cena, gli raccontammo dei sipari realizzati da Aldo Mondino e da Carla Accardi e -già che c’eravamo- gli chiedemmo se pensava possibile chiedere anche a Paladino di realizzarne uno.
Lucio, come al solito, non perse tempo ed il giorno dopo lo chiamò al telefono e ce lo passò. Nacque così, un po’ casualmente, il quarto incarico. Poi la fortuna ci ha aiutato una seconda volta perché Daniele Spisa, che era stato il realizzatore dei complicati meccanismi del sipario di Alviani, aveva già collaborato con Mimmo Paladino nella realizzazione di due sue scenografie teatrali. Avuto il bozzetto, il sipario è stato realizzato rapidamente da Legn’arte.
I problemi sono però iniziati al momento dell’illuminazione. La grande superficie in rame rifletteva come uno specchio le luci direttamente puntate su di essa ed è stato necessario mettere a punto una serie di fari a bassa potenza che le dessero luce solamente di riflesso e di taglio. Questa illuminazione ha reso il sipario più scuro ma ne ha accentuato la grande e un po’ misteriosa bellezza. Come gli altri tre sipari già realizzati, anche questo di Mimmo Paladino è fortemente caratterizzato dal tratto che contraddistingue le opere dell’autore e che porta all’immediata attribuzione dell’opera.
Il sipario “Attori” di Mimmo Paladino è stato utilizzato per la prima volta il 19 gennaio 2012 in occasione del concerto di Bandabardò.

MIMMO PALADINO


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